Gli errori di gestione hanno un forte impatto sulla salute dei rettili, e questo vale anche per le tartarughe: molti dei problemi che si riscontrano nelle tartarughe in cattività sono legati a errori alimentari, malnutrizione e stabulazione non corretta.

Le tartarughe del genere Testudo andrebbero tenute all’aperto, in spazi sufficientemente ampi e con una buona esposizione al sole, adeguatamente recintati per evitare la fuga e per offrire riparo da predatori (soprattutto cani e topi).
La recinzione dovrebbe essere interrata di circa 10 cm per evitare che possano fuggire scavando e alta almeno 50 cm per scoraggiare la fuga dall’alto. È indispensabile creare ripari e zone d’ombra.
Lo spazio a disposizione deve essere il più ampio possibile, questi animali percorrono grandi distanze nelle loro passeggiate quotidiane.

Nel caso di individui adulti è molto importante tenere presente che il comportamento sessuale dei maschi, che cercano continuamente l’accoppiamento, può provocare gravi lesioni al carapace e alla coda delle femmine: il rapporto ideale è di un maschio per 5-6 femmine. Per la stessa ragione non è consigliabile alloggiare insieme più maschi: le lesioni che possono derivare dai continui scontri sono da considerare potenzialmente letali.
Per offrire un riparo adeguato dall’umidità e dalle temperature notturne si deve preparare una casetta di legno, ben isolata. All’interno si possono mettere paglia, fieno o foglie secche.

Nel caso in cui si debbano ospitare animali convalescenti o molto giovani in cui non è consigliabile il letargo bisogna allestire un terrario adeguato.
Il terrario deve cercare di replicare, per quanto possibile, l’ambiente naturale della tartaruga: questo limita lo stress e favorisce una situazione di benessere.
Un buon terrario sarà a prova di fuga, avrà dimensioni adeguate alla specie e al numero di soggetti che ospita, sarà facile da pulire e igienizzare.
Il vetro costituisce il materiale ideale proprio per questo motivo, inoltre permette all’animale di vedere bene all’esterno e non viene alterato dalle temperature elevate.

All’interno del terrario è necessario creare un gradiente termico che consenta all’animale di mantenere la sua temperatura corporea entro il range ottimale: una lampadina, utilizzata come fonte di calore, sarà posta ad una estremità del terrario. È possibile utilizzare anche un faretto, avendo però l’accortezza di spegnerlo nelle ore notturne perché la sua luce può disturbare il normale ciclo giorno/notte.
Dalla parte opposta rispetto alla fonte di calore la temperatura sarà di conseguenza più bassa: la possibilità di spostarsi dalla zona calda alla zona fredda è fondamentale per il mantenimento di una temperatura costante. Questo principio vale per tutti i rettili, che sono per natura eterotermi. Un terrario troppo piccolo non consente di creare un adeguato gradiente termico ed è perciò da evitare.
Una corretta misurazione della temperatura prevede l’utilizzo di due termometri: uno deve essere posizionato sotto la fonte di calore e uno dalla parte opposta: le temperature misurate devono essere confrontate con quelle suggerite per ciascuna specie.

La fonte luminosa viene posta appena accanto alla fonte di calore: una lampada a raggi UV garantisce lo spettro di luce necessario ad un corretto metabolismo. È importante sostituirla regolarmente (ogni sei mesi circa) per essere certi del suo corretto funzionamento.

L’acqua viene solitamente fornita in un contenitore di dimensioni adeguate in cui la tartaruga possa immergersi; i bordi devono essere bassi per permettere all’animale di entrare e uscire in modo agevole, e la profondità dell’acqua non dovrebbe superare il livello del piastrone.

Per garantire una corretta ventilazione del terrario si preferisce che questo sia aperto nella sua parte superiore.

La scelta del substrato deve tenere conto di alcuni fattori: deve garantire condizioni igieniche ottimali e facili operazioni di pulizia, deve essere a prova di ingestione accidentale e, se possibile, esteticamente gradevole.
Personalmente considero i primi due aspetti cruciali, e consiglio fogli di giornale o tappeti di erba finta. Ghiaia, corteccia, lettiere di vario tipo sono sicuramente più piacevoli alla vista ma possono essere insidiose.