La displasia dell’anca è una patologia ereditaria che coinvolge l’articolazione coxofemorale (cioè tra bacino e femore) determinando instabilità delle superfici articolari con conseguente sub-lussazione o lussazione delle stesse e secondari processi osteoartrosici progressivi spesso molto dolorosi e talvolta invalidanti.

Questa patologia si riscontra a tutt’oggi in molte razze soprattutto di taglia media (es. Border Collie, Beagle, ecc.), taglia grande (es. Pastore tedesco, Labrador e Golden Retrievers, ecc.) e gigante (es. Alano, S. Bernardo, ecc.). Trattandosi di una malattia che spesso progredisce col passare del tempo è molto importante la precocità della diagnosi al fine di intervenire prima che si instaurino i processi degenerativi responsabili del dolore con cui il cane dovrà convivere per anni.

Per la diagnosi precoce si eseguono, oltre alla visita clinica, una serie di radiografie in sedazione che permettono di individuare i segni iniziali della malattia prima della comparsa dei sintomi. Già a 3 mesi e mezzo di età è possibile evidenziare anomalie strutturali o rilievi radiografici che potranno essere considerati un forte indizio della tendenza di quel soggetto a sviluppare displasia.
Dalle misurazioni eseguite sui radiogrammi ottenuti dipenderà poi la scelta dell’intervento correttivo da eseguire (sinfisiodesi pubica, duplice osteotomia di bacino (DPO), dartoplastica).
Tanto più precoce sarà la diagnosi tanto più efficace sarà il risultato ottenuto; un altro grande vantaggio di un intervento correttivo precoce (come è la sinfisiodesi pubica) è la mini invasività della tecnica infatti viene eseguita attraverso una piccolissima ferita e prevede un decorso postoperatorio di minimo impegno.

La diagnosi definitiva di esenzione per la displasia dell’anca o la determinazione del grado di displasia, deve essere eseguita al termine dello sviluppo scheletrico (un anno di età nelle razze medie e grandi e un anno e mezzo nelle razze giganti). Tale diagnosi è di fondamentale importanza per la selezione dei riproduttori, che dovranno esserne esenti o essere affetti da un basso grado di displasia; è inoltre molto importante conoscere lo stato delle articolazioni del proprio animale terminato l’accrescimento, soprattutto se si tratta di soggetti sportivi, cani da lavoro o animali che seguiranno il proprio padrone in medie o lunghe escursioni.
Nei casi in cui la diagnosi definitiva metterà in evidenza, a sviluppo scheletrico compiuto, un’importante o grave displasia dell’anca sarà però preclusa ogni possibilità di effettuare gli interventi correttivi; a quest’epoca il trattamento chirurgico dei soggetti affetti da gravi forme di displasia sarà molto più complesso, prevede infatti interventi di sostituzione totale dell’articolazione interessata con una protesi d’anca.

La displasia dell’anca