La maggior parte delle anomalie valvolari è causata da processi degenerativi. L’insufficienza valvolare mitralica è causata da una malattia degenerativa cronica della valvola atrio-ventricolare, nota come endocardiosi, degenerazione valvolare mucoide o mixomatosi e fibrosi valvolare cronica.

È la più comune patologia cardiaca canina, essa rappresenta il 70-80% delle cardiopatie canine.

DIAGNOSI
I soggetti più colpiti sono cani di età media o anziani, di razza piccola o media. I segni clinici iniziali di insufficienza valvolare sinistra in genere si riscontrano ridotta intolleranza allo sforzo, e tosse o tachipnea durante l’attività fisica, debolezza ed episodi sincopali.

AUSCULTAZIONE
All’ausculazione del cuore si rendono evidenti soffi olosistolici di intensità varia a seconda dello stadio della patologia.

ELETTROCARDIOGRAFIA
Le alterazioni del ritmo di più frequente riscontro sono rappresentate da tachicardia sinusale, e aritmie ipercinetiche sopraventricolari.

RADIOLOGIA
Nelle immagini radiografiche sono reperibili lesioni di diversa gravità a seconda del grado di sovraccarico diastolico, in ogni caso tali alterazioni riguardano solitamente il circolo venoso polmonare e il settore sinistro della silhouette cardiaca.

ECOCARDIOGRAFIA
L’ecocardiografia è una metodica di grandissima importanza nella valutazione clinica dei cani affetti da endocardiosi valvolare. Possono essere messe in evidenza le lesioni valvolari, l’eventuale prolasso dei dei lembi, il grado di dilatazione striale sinistro e lo strato della contrattilità del ventricolo sinistro.

EVOLUZIONE DELLA PATOLOGIA
L’insufficienza mitralica è generalmente una patologia a lenta evoluzione. La progressione della malattia dipende dalla gravità della lesione polmonare e spesso anche dalla predisposizione di razza e di taglia.
L’evoluzione è generalmente più favorevole nei cani di media e piccola taglia con soggetti che possono rimanere asintomatici per anni o per tutta la vita. Nei cani di taglia grande invece la progressione è generalmente più rapida e può avere una prognosi infausta.

TERAPIA
La terapia è medica con l’utilizzo di diuretici, aceinibitori ed eventualmente farmaci antiaritmici.