Il linfoma o linfosarcoma è una delle neoplasie più frequenti nella specie canina, rappresentando l’80% dei tumori ematopoietici del cane.

Si tratta di una malattia sistemica a carattere progressivo, caratterizzata dalla proliferazione maligna e incontrollata delle cellule del sistema linfoide normalmente deputate alla difesa del corpo dalle infezioni.
Sebbene il linfoma possa virtualmente “colpire” qualsiasi parte nel corpo, più comunemente si sviluppa in organi la cui funzione è parte del sistema immunitario come i linfonodi, la milza e il midollo osseo. L’elevata frequenza in alcune razze suggerisce una predisposizione su base genetica, ma sono stati ipotizzati anche fattori ambientali inquinanti (alcuni erbicidi, esposizione a fumo di tabacco o campi magnetici), cause infettive e immunomediate.
La maggior parte dei linfomi nel cane è di grado istologico alto o intermedio, mentre il linfoma a basso grado, meno aggressivo, è presente circa nel 5% dei casi. La classificazione viene basata sulla presenza di linfociti B (70 % circa dei casi) oppure linfociti T in base all’immunofenotipo. Nel primo caso il linfoma solitamente progredisce rapidamente ma è più sensibile al trattamento chemioterapico.
Il linfoma a cellule T invece generalmente progredisce più lentamente e risponde poco al trattamento chemioterapico (più basso tasso di risposta completa, remissione più breve e più breve sopravvivenza). Un’ulteriore classificazione avviene in base al sito d’insorgenza: forma multicentrica, mediastinica, gastrointestinale ed extranodale (reni, sistema nervoso centrale, cute, ossa, cavità nasali ed occhi).

• Il linfoma multicentrico è il più frequente (85% dei casi), si localizza a livello dei linfonodi che appaiono ingrossati ma non dolenti. L’animale può apparire asintomatico ma in caso contrario si riscontra letargia, perdita di peso, anoressia o febbre.
• Il linfoma mediastinico (5%) coinvolge i linfonodi del torace e occasionalmente il timo, è comunemente di tipo T e si associa a ipercalcemia.
• Il linfoma gastrointestinale (5%) si presenta come tumore solitario oppure diffuso a una porzione di stomaco e/o intestino, con o senza coinvolgimento dei linfonodi regionali, milza e fegato.
• Il linfoma cutaneo, solitamente di tipo T, si presenta in forma generalizzata o solitaria.

PREDISPOSIZIONE DI RAZZA Boxer, Basset Hound, San Bernardo, Scottish Terrier, Bulldog, Labrador e Golden Retrievers.

ETÀ
Più comune in cani di media età e negli anziani.

SESSO
Non c’è predisposizione di sesso.

SEGNI CLINICI
La sintomatologia varia in funzione della sede d’insorgenza e dall’estensione della malattia.
Possono essere presenti altri segni specifici quali anoressia, perdita di peso, vomito, diarrea, poliuria/polidipsia (secondaria all’ipercalcemia) e febbre.

DIAGNOSI
Grazie alle caratteristiche delle sue cellule, il linfoma normalmente è diagnosticato mediante ago aspirato o una biopsia dei linfonodi o degli organi interessati. La distinzione fra B o T può essere effettuata mediante particolari esami sui campioni prelevati (PCR, citometria a flusso, immunocitochimica o immunoistochimica).

STADIAZIONE
L’insieme degli esami da compiere per determinare l’estensione di un tumore e delle sue metastasi.
• Esami del sangue ematochimici completi ed esame delle urine
• Radiografie toraciche
• Esame citologico linfonodale
• Ecografia addominale
• Prelievo di midollo osseo
• TC e RM sono utili per evidenziarne l’estensione a livello toracico e/o addominale

STADI (FORMA MULTICENTRICA)
• Stadio 1. coinvolgimento di un solo linfonodo
• Stadio 2: coinvolgimento di più linfonodi
• Stadio 3: generalizzato di tutti i linfonodi
• Stadio 4: stadio 3 con coinvolgimento di fegato e/o milza
• Stadio 5: midollo osseo e/o altri organi
◘ Sottostadio a: assenza di segni ciclici
◘ Sottostadio b: presenza di segni ciclici

TRATTAMENTO
La chemioterapia è il trattamento d’elezione. Scopo della chemioterapia è di indurre una remissione temporanea ma duratura della malattia e in caso di recidiva, essere in grado di re-indurla.
Gli schemi terapeutici prevedono l’utilizzo di agenti in monochemioterapia oppure in polichemioterapia. Il prednisone, se utilizzato per periodi lunghi, può ridurre notevolmente l’efficacia della chemioterapia stessa. La guarigione completa è molto rara e i trattamenti tendono a essere palliativi, ma un lungo tempo di remissione è possibile mediante l’utilizzo di un protocollo polichemioterapico. La chirurgia e la radioterapia, indicate solo per lesioni solitarie o come trattamento palliativo, hanno un ruolo marginale.

PROGNOSI
La sopravvivenza mediana dei cani affetti da linfoma multicentrico trattato con protocolli polichemioterapici, è di 12 mesi per il B e di 6-9 mesi per il T: mentre la forma gastrointestinale ha prognosi peggiore (~ 6 mesi). La presenza di segni clinici al momento della diagnosi e l’ipercalcemia sono fattori prognostici negativi e possono ridurre drasticamente le prospettive di vita dell’animale. I linfomi extranodali possono rispondere meno alla chemioterapia ed essere associati a prognosi peggiore (5-6 mesi).